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Con i coprimaterassi a cambiamento di fase STOP al calore

Vuoi finalmente evitare il caldo a letto e dire basta all’eccessiva sudorazione? Outlast® è la soluzione!

Outlast® è una tecnologia creata inizialmente per industria aerospaziale Americana, più comunemente conosciuta con il nome di NASA.

Questa tecnologia si avvale di materiali a cambiamento di fase, detti (PCM), che sono in grado di assorbire, immagazzinare e rilasciare il calore al fine di garantire un controllo ottimale dell’umidità e della temperatura.

Il principio del funzionamento della tecnologia di Outlast® può essere paragonato ad un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d’acqua. Quando il cubetto si scioglie (quindi quando cambia il suo stato – da solido a liquido), assorbe calore e raffredda l’acqua in modo tale che la bevanda conservi più a lungo la temperatura desiderata.

I materiali a cambiamento di fase di Outlast® lavorano nella stessa maniera. Sono incapsulati in una guaina di polimeri al fine di garantirgli una protezione permanente. Per mezzo dei PCM riesce a regolare la temperatura e l’umidità in modo proattivo al fine di garantire un riposo migliore e più sano.

Riducendo i picchi della temperatura corporea che possono essere causa di disturbi del sonno.

Se la temperatura corporea è troppo alta, il calore viene assorbito; se invece la temperatura del corpo si abbassa troppo, il calore immagazzinato viene rilasciato.

Pertanto questa tecnologia non lavora per effetto della capillarità, che “regola” semplicemente l’umidità allontanando il sudore prodotto dalla pelle. La tecnologia Outlast®, infatti, comincia a lavorare molto prima, facendo in modo di ridurre sensibilmente la produzione di sudore. Questo è il segreto di Outlast® e rappresenta il suo tratto distintivo fondamentale.

La linea Outlast ti aspetta nei nostri negozi 

Con Dorsal il tuo riposo è davvero in buone mani.

Collaborazione decennale di successo

💙Lo sapevi che in Italia, tra tutti i Sistemi Letto in vendita, solo quelli Dorsal Materassi sono consigliati da fisioterapisti di A.I.FI., l’Associazione Italiana Fisioterapisti (l’unica riconosciuta dal Ministero della Salute) e quindi sono adeguati ad offrire un riposo veramente salutare, in quanto rilassano la colonna vertebrale?

A.I.FI. ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI
Nel 2016 Dorsal e i fisioterapisti A.I.Fi. hanno festeggiato assieme dieci anni di collaborazione.
Badge 10 anni Dorsal e A.I.Fi.Dieci anni nei quali il riposo e la salute sono sempre stati al centro della comune attività. Dieci anni di dialogo rivolto ad approfondire il legame fra Corpo Umano e Sistema Letto, un dialogo che ancora una volta si rinnova per continuare assieme il lavoro di divulgazione.

Dormire male peggiora le prestazioni lavorative!

Perdere soltanto 16 minuti di sonno in una notte basta per avere problemi di concentrazione al lavoro il giorno successivo.

Gli scienziati, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di 130 dipendenti in società del settore dell’Information Technology con almeno un figlio in età scolare.
Quotidianamente intervistati per otto giorni consecutivi, i partecipanti,hanno risposto a domande su caratteristiche del sonno come orari e qualità del riposo; orari di lavoro e altre informazioni.

Dall’analisi statistica dei dati è emerso che erano sufficienti 16 minuti di sonno in meno a notte per sperimentare problemi di concentrazione il giorno successivo, oltre che stress e umore peggiore. Anche la probabilità di abbandonare un compito e posticiparlo al giorno seguente risultava maggiore con una leggera perdita di sonno.Si è evidenziato un impatto negativo sull’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, che a sua volta si traduce in stress e affaticamento che modificano gli orari del riposo. Anche svegliarsi una ventina di minuti prima del normale aveva un impatto negativo sulla concentrazione sul luogo di lavoro.
I risultati di questo studio forniscono prove empiriche del motivo per cui i luoghi di lavoro devono impegnarsi maggiormente per promuovere il sonno dei propri dipendenti: chi dorme meglio può essere più produttivo sul posto di lavoro grazie alla maggiore capacità di rimanere concentrato, con meno errori e conflitti interpersonali.

Fonte

 

Cuscini per Barche Camper Roulotte

Arriva la bella stagione e come ogni anno emerge l’esigenza del comfort #outdoor. Dalle sedute delle panchine in giardino, alle panchette nelle roulotte, ai materassi personalizzati per camper e soprattutto per le imbottiture e cuscinature per barche e yacht.

Sfruttiamo il post su #facebook di un nostro cliente in cui ci ringrazia per la realizzazione del suo nuovo “compagno comodoso” per l’estate 2019, per ricordare la nostra produzione artigianale per le vostre esigenze di arredo d’esterno.

  

Il letto è fatto per dormire, non per fare sesso

L’uso proprio del letto è per dormire. Non conta se vada bene per fare sesso.

Così si è pronunciato un giudice nella sentenza emessa dal tribunale di Dusseldorf, in Germania, che ha messo fine al contenzioso tra una coppia di sposi e il negozio da cui avevano acquistato un materasso al prezzo di 1.500 euro.

Poco dopo l’acquisto, gli sposi avevano chiesto il rimborso del materasso, che intendevano restituire, sostenendo che non andava bene perché vibrava e faceva scivolare chi ci si coricava, tanto che erano spesso caduti in terra mentre erano sdraiati.

Ma il negoziante ha ribattuto che il letto era in perfette condizioni. Il tribunale di Düsseldorf ha allora chiesto una perizia del letto da parte di esperti tappezzieri da cui è emerso che il letto era fatto a regola d’arte.

Il vero problema della coppia era legato alla loro particolare “focosità” a letto. Ma il letto, ha chiarito il giudice, è fatto per dormire…

Fonte: iNews il 09 Maggio 2019 | 23:32 – Pubblicato in Cronaca

Ogni paese del mondo ha la sua dimensione …di letto

Ogni Paese ha standard diversi per le dimensioni dei propri letti e termini diversi per categorizzarli.

Negli Usa, per esempio, i letti sono notoriamente enormi: le versioni più diffuse sono “single” (90×190 cm) “king” (152×198) o “queen” (180×200). In Italia sono molto più piccoli: una piazza (80×190), una piazza e mezzo (120×190) o due piazze (160×190). In Francia la dimensione più comune per un letto per due persone è 140×190, infatti in Italia la si chiama anche “piazza francese”, mentre in Giappone e Nuova Zelanda hanno standard diversi.

Wikipedia ha una guida molto esaustiva alla voce “bed size“: partendo da lì Nathan Yau, uno studioso di statistica laureato alla UCLA, ha realizzato questo grafico, postato sul sito Flowing Data.

Letti dimensioni standard mondo

Di fatti si tratta di una guida per anglofoni sul che genere di letti aspettarsi quando si viaggia per il mondo: infatti le dimensioni dei letti sono catalogate secondo la suddivisione anglo-americana “single”, “king” e “queen”, anche se dal grafico si capisce che ogni area geografica ha un’idea ben diversa sulle dimensioni standard. Inoltre tutta l’Europa continentale è considerata un’unica categoria.

Il sonno dei bambini

Bisogna essere irremovibili nell’educazione dei neonati a dormire e non “accorrere al primo pianto”.

“Bisogna farsi forza e sopportare qualche strillo”; “più le urla sono forti, minore è la possibilità che stia male”; “alla lunga il metodo ripaga, specialmente contro i risvegli notturni”.

Queste sono  indicazioni contenute in un  articolo de La Stampa. Suggerimenti  che  alimentano false aspettative e la sensazione di essere inadeguati.
L’articolo è fonte di confusione. Nella prima parte, si  afferma correttamente che il sonno dei bambini è diverso da quello degli adulti  e che sarebbe meglio per i genitori adattare i propri ritmi a quelli del piccolo. Nella seconda, invece, si afferma che è il bambino a dover adattare i propri ritmi con l’ambiente e  coi genitori.
L’intimità, è in realtà una risorsa: il contatto pelle a pelle, la vicinanza, il latte materno, sono mezzi attraverso i quali il neonato condivide il microbioma familiare e modula il suo sistema psico-neuro-endocrino-immunitario; sono insomma importanti strumenti per rinforzare il legame biologico e relazionale con la sua famiglia.

Un bambino allattato al seno che dorme accanto alla mamma, passerà meno tempo nel sonno profondo, quello più a rischio.

Fonte

dormire nudi fa bene

Dormire nudi fa davvero bene: ecco tutti i benefici

Sarà anche molto fashion il pigiama e l’ultima tendenza lo vuole protagonista di serate e party. Ma forse è proprio questo il segreto: il pigiama è arrivato su strade e passerelle per uscire definitivamente dal nostro letto. Già, perché, a quanto pare, sono moltissimi i benefici che possiamo ottenere dall’andare a letto senza nulla addosso: fisici, psicologici e sessuali. Dormire completamente nudi non solo aiuta a migliorare stato d’animo e autostima, ma si perde peso, aumenta il desiderio sessuale o, più semplicemente, si riposa meglio.

Secondo uno studio dell’American Academy of Sleep Medicine, la temperatura corporea scende in modo naturale mentre si dorme, a causa del ritmo circadiano, e cioè il ciclo che regola fasi come il dormiveglia, il ritmo cardiaco, le secrezioni ormonali, la pressione sanguigna o la risposta immunitaria. La ricerca sostiene che il pigiama può disturbare questo naturale abbassamento di temperatura e, di conseguenza, ostacolare il sonno.

Prendi quindi i tuoi pigiami e trasferiscili nel reparto ‘giorno’ e intanto continua a leggere per scoprire quali sono i 5 benefici di cui potrai godere dormendo nuda.

1 – Migliora il sonno

Dormire nudi permette alla temperatura corporea di stabilizzarsi in modo naturale, adattandosi in base all’energia che serve in quel preciso istante.

2 – Facilita la perdita di peso

Se dormi nuda sentirai di essere già più magra il mattino seguente: non è solo una sensazione, si tratta del tuo metabolismo che lavora meglio durante la notte. Eliminare il pigiama aiuta infatti a bruciare i grassi più velocemente: gli ormoni della crescita, come ad esempio il cortisolo, vengono rilasciati durante tutta la notte, ma è anche vero che se si ha un rilascio graduale perché il sonno è costante, non si avrà l’effetto pericoloso di svegliarsi con un grande appetito.

Uno studio scientifico ha inoltre scoperto che dormire a temperature più fredde abbassa i livelli di zucchero nel sangue e previene di conseguenza il diabete di tipo 2: è stato scoperto che, quando i partecipanti allo studio dormivano nudi abbassando così la loro temperatura, il loro grasso malsano incominciava a diminuire e la loro salute migliorava.

3 – Agevola il sesso

Ti sembrerà strano ma ci sono motivi scientifici alla base di questo assunto: da una parte il contatto con la pelle del partner stimola la voglia di intimità, dall’altra però non si tratta solo di una sensazione ma del nostro cervello che rilascia ossitocina, l’ormone che riduce i livelli di stress e che ci spinge al rapporto sessuale.

4 – Ti rende più bella

Nessun pigiama, anche il più bello e costoso, ti farà sentire bella come quando ti ritrovi nuda tra le lenzuola pulite. Ci sono prove che una temperatura elevata blocca il rilascio di ormoni anti-invecchiamento come ad esempio la melatonina o l’ormone della crescita, indispensabili per dormire bene e per rigenerare i tessuti. Più tempo passi nuda a letto, più contatto hai con la tua pelle e più fiducia avrai nel tuo corpo e in te stessa. Ti sentirai certamente più attraente.

5 – Aiuta le parti intime

La vagina ha temperature interne molto alte e per questo è anche il luogo più adatto per la proliferazione di batteri e infezioni. Dormire nudi aiuta a rendere più asciutte le parti intime e a preservarle da questi rischi.

Hai ancora qualche dubbio sul perché sia meglio dormire nudi?

fonte

Presidente cinese Xi Jinping a Roma dorme su Simmons. Nient’altro.

Il Presidente cinese Xi Jinping, in visita per tre giorni a Roma con la moglie, ha scelto di soggiornare nella meravigliosa Royal Suite del Parco dei Principi Grand Hotel & Spa.

La suite, di 350 metri quadrati, una sontuosa camera da letto, riccamente decorata con tappeti orientali, drappeggi e soffitti decorati,è dotata di materassi #Simmons Beautyrest

Il Jumbo dell’Air China con a bordo il presidente cinese Xi Jinping è atterrato puntuale nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino. Poi il lungo corteo di auto nere fino all’Hotel Parco dei Principi a Villa Borghese in una Roma blindata: il premier cinese alloggerà lì per due giorni per la visita alla Capitale. Strade transennate e un grosso spiegamento di forze dell’ordine stanno presidiando l’area a ridosso dell’albergo. Una prima delegazione era già arrivata scortata dalle forze dell’ordine.

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La rete antireflusso l’espediente nel reflusso gastroesofageo

Cos’è il reflusso gastroesofageo?
La malattia da reflusso gastroesofageo si verifica quando i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando bruciore dietro lo sterno e rigurgito acido. Il passaggio di acido dallo stomaco all’esofago avviene fisiologicamente durante la giornata, soprattutto dopo mangiato. Tuttavia, se questi eventi superano una determinata soglia, in termini di frequenza e durata, si verifica una vera e propria malattia. È una condizione che colpisce circa il 10-20% della popolazione in Europa ma è meno frequente nelle popolazioni asiatiche.

Come si presenta?
La malattia da reflusso gastroesofageo si presenta con sintomi cosiddetti “tipici” (bruciore retrosternale, ossia dietro il petto, e rigurgito acido in bocca) oppure con sintomi “atipici”. Il bruciore occasionale viene solitamente gestito con alcuni accorgimenti nello stile di vita, e trattato con farmaci da banco. Quando il disturbo diventa quotidiano, questo può influire decisamente sulla qualità di vita. Nel 30-35% dei casi la Malattia da Reflusso Gastroesofageo si complica con erosioni a livello dell’esofagoesofagite), ulcere o restringimenti (3-5%), mentre nella maggior parte dei casi non determina lesioni.

Quali sono le cause del reflusso gastroesofageo?
La malattia da reflusso gastroesofageo è una malattia che è causata da diversi fattori, come quelli alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici. Il tono dello sfintere esofageo inferiore (zona di passaggio tra esofago e stomaco) costituisce una barriera pressoria contro il reflusso ed è il componente più importante del meccanismo anti-reflusso. Quando la pressione della zona si riduce, come ad esempio durante il passaggio di acqua o cibo, il materiale acido e non-acido risale dallo stomaco all’esofago (anche in condizioni normali). Se la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo. La pressione della giunzione tra esofago e stomaco mostra considerevoli variazioni diurne ed è influenzata dalla dieta, dagli ormoni circolanti e da alcuni farmaci. Un aumento della pressione intra-addominale, come nelle persone in sovrappeso e nelle donne in gravidanza, predispone maggiormente al reflusso.

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo?
I sintomi tipici della malattia sono:

Bruciore dietro lo sterno (cosiddetta pirosi retrosternale) che si irradia posteriormente fra le scapole o al collo fino alle orecchie
Rigurgito acido (ovvero percezione di liquido amaro o acido in bocca)
I sintomi si possono presentare in modo continuativo durante la giornata, oppure in modo intermittente. Ad esempio, il reflusso può verificarsi al risveglio, dopo i pasti e durante la notte (tipicamente da mezzanotte alle 3 di mattina) o solo in posizione sdraiata e mentre ci si piega in avanti (es. mentre si allacciano le scarpe).

I sintomi “atipici” sono:

Sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione
Difficoltà digestive, nausea
Laringite cronica, tosse, raucedine, abbassamento della voce
Singhiozzo
Asma
Dolore toracico (simile a quello di natura cardiaca)
Otite media
Insonnia

Diagnosi
I sintomi tipici (bruciore dietro il petto e rigurgito acido in bocca) sono già sufficienti per fare una diagnosi di Malattia da Reflusso Gastroesofageo. Se dopo un breve periodo di terapia con gastroprotettori non si ottengono risultati, oppure se ci sono anche sintomi “di allarme” come dimagrimento, debolezza, anemia, è necessario eseguire alcuni test diagnostici.

Fra gli esami utili per la diagnosi della malattia ci sono:

Esame radiologico del tubo digerente: viene fatta bere al paziente una piccola quantità di liquido di contrasto biancastro, che permette di visualizzare l’anatomia e la funzione dell’esofago, dello stomaco e delle prime parti dell’intestino tenue.
Gastroscopia (EGDS): consente di esaminare l’esofago, lo stomaco ed il duodeno, attraverso l’introduzione di uno strumento flessibile nel quale è incorporata una telecamera ed un sottile canale, attraverso il quale è possibile far passare la pinza bioptica per eseguire piccoli prelievi di mucosa (biopsie).
Manometria esofagea: l’esame consiste nell’introduzione di una sonda attraverso il naso e la somministrazione di acqua in piccoli sorsi. Può essere utile per valutare se ci sono anomalie della motilità dell’esofago (peristalsi).
pH-impedenziometria delle 24 ore: si posizione un sondino piccolo e sottile che, passando attraverso il naso, arriva fino all’esofago ed è connesso ad un palmare. L’esame dura 24 ore e consente il monitoraggio della quantità di materiale refluito (sia acido che non acido) nell’esofago.

Trattamenti
La terapia iniziale per il reflusso gastroesofageo si basa su:

Un’adeguata educazione alimentare e dello stile di vita, volta a ridurre il peso corporeo (soprattutto la circonferenza addominale) ed evitando il fumo e gli alimenti che potrebbero peggiorare l’acidità come cioccolata, menta, caffè, alcolici, pomodoro, agrumi.
Si consiglia di evitare di coricarsi subito dopo i pasti, soprattutto quando pesanti o abbondanti (sarebbe necessario attendere almeno 3 ore) e di consumare un pasto leggero alla sera.
Se i disturbi permangono nonostante le correzioni alimentari, vengono prescritti dei farmaci, che possono essere:

Antiacidi: neutralizzano l’acido nello stomaco. Hanno un’azione rapida ma sono utili solo come rimedio sintomatico, non essendo in grado di guarire la mucosa esofagea da eventuali erosioni (esofagite). L’abuso di queste sostanze può inoltre causare problemi di diarrea o stipsi.
Farmaci che riducono la produzione di acido: gli H2 antagonisti (famotidina, ranitidina) sono rapidi ed il loro effetto dura più a lungo rispetto agli antiacidi. Il limite del loro utilizzo è dettato dal fatto che, dopo un periodo di tempo variabile, possono smettere di funzionare.
Farmaci che bloccano la produzione di acido: gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo) hanno un’azione iniziale un po’ più lenta rispetto agli H2 antagonisti (comincia dopo 48 ore). Questa classe di farmaci, tuttavia, cura in maniera più efficace le erosioni a livello dell’esofago.
Farmaci procinetici: vengono utilizzati per migliorare lo svuotamento dell’esofago e dello stomaco, impedendo il reflusso di materiale, soprattutto dopo i pasti. Questi farmaci (clebopride, domperidone, metoclopramide, eritromicina, levosulpiride), in una piccola percentuale di casi, possono presentare effetti indesiderati come tremori, disturbi neurologici (metoclopramide), allungamento del tratto QT all’elettrocardiogramma (domperidone, eritromicina), ed aumento dei livelli di prolattina (clebopride, domperidone, levosulpiride).
La chirurgia per il trattamento del reflusso gastroesofageo è considerata una misura “estrema” ed è riservata a pazienti che non rispondono ai farmaci e che presentano contemporanei problemi anatomici, come ernie iatali di grandi dimensioni.

Prevenzione
Le misure preventive consistono nel mantenere o perseguire un peso corporeo idoneo e nel condurre una dieta equilibrata, evitando, se si è predisposti al reflusso, alimenti ricchi di grassi o “reflussogeni” (come cioccolata, menta, caffè, alcolici, pomodoro, agrumi, cibi fritti).

GUARDA IL LINK PER I DETTAGLI DELLA RETE ANTIREFLUSSO

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