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Come scegliere il materasso: vademecum per l’acquisto

Dormire bene non è un dogma, ma una regola di vita sana.

Il materasso che permette di alzarsi la mattina in perfetta forma esiste, basta saperlo scegliere! Ecco per i nostri amici un vademecum utile per acquistare il materasso giusto in modo oculato e consapevole.

  1. A causa di una scarsa cultura nazionale in grado di riconoscere al sistema riposo la giusta importanza, il materasso non è vissuto dal consumatore come un oggetto visibile d’arredo. Spesso, si considera – erroneamente – il prezzo troppo alto di un materasso di qualità, dimenticando che viene usato almeno 8 ore al giorno per 10 o anche 15 anni. Basta dividere la spesa per il tempo dell’uso per scoprire che un materasso non è poi così caro!
  2. Risparmiare è importante e si può fare confrontando più offerte, l’importante è non esagerare con la ricerca del prezzo stracciato perché con 100 euro possiamo acquistare un giaciglio ma non un materasso.
  3. Ormai l’offerta di materassi attraverso le vendite televisive è diventata invasiva e pervicace. Bisogna fare attenzione a tutte le spese collegate e spesso non citate, come le voci dei costi di spedizione e di consegna, senza tenere conto che in tv sono presentati sempre modelli da primo prezzo “basici”, poi quando arrivano i “piazzisti” in casa faranno di tutto per rifilare articoli di livello superiore, identica cosa presso i relativi negozi del brand della televendita.
  4. Informarsi sempre sulle tipologie di materassi in commercio (materassi a molle, lattice, memory, poliuretano, gel) è buona abitudine ricercare le schede prodotto e fabbricazione, così come i consigli per la manutenzione ed il lavaggio.
  5. Tenere presente che un modello di materasso base a molle potrà avere un prezzo a partire dai 250 euro per il singolo  fino ad arrivare ai 700 euro del matrimoniale e che tutte le nuove schiume poliuretaniche, in lattice, con micro molleggi hanno importi superiori di almeno 200 o 300 euro per piazza. Nell’ottica di un materasso di qualità 2.000,00 euro rappresenta un investimento realistico.
  6. Prima di acquistare qualsiasi materasso è indispensabile provarlo. Possibilmente cercando di resistere ai condizionamenti “modaioli” o di cedere ad istintive emozioni alla mercè degli apostoli del marketing o dei “tuttologi” nei social,
  7. La prova del materasso è la regola d’oro resa aurea se accompagnata dalla consulenza di un professionista di settore, meglio se ricco di passione per la professione.
  8. Ricordarsi che i materassi godono tutti di una garanzia di due anni e che necessitano di essere girati testa piedi e sopra sotto almeno due volte al mese nei primi 90 giorni.
  9. Il materasso andrebbe cambiato dopo una decina d’anni ed è inutile acquistare un buon materasso se poi lo si abbina su una rete di sostegno vecchia e deformante.
  10. Il concetto quindi è quello del sistema letto composto dal materasso dal supporto idoneo e dal guanciale corretto. E’ utile essere consigliati per valutare quest’ultimo e provarlo sul materasso selezionato

Questo vademecum è proposto dal centro Simmons di Roma di Via Gregorio VII 482 

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I segreti del sonno Metodi e Miti

La qualità del sonno è fondamentale per il nostro benessere psicofisico. Una scarsa qualità o insufficiente quantità di sonno può dare origine a numerosi disturbi di salute: ansia, stress, nervosismo, disturbi di attenzione, concentrazione, memoria, ipertensione, aumento dell’appetito e delle calorie introdotte, incremento del rischio di malattie cardiovascolari. L’equilibrio del sonno è molto delicato: basta poco per infrangerlo, ma è altrettanto possibile cercare di recuperarlo. Sul sonno spesso aleggiano numerosi miti, credenze, convinzioni, non sempre del tutto corretti. Essere a conoscenza di come funzionano i meccanismi del sonno può aiutarci a rispettarli per migliorare la propria salute e la qualità della vita e del lavoro.

I 6 miti più diffusi (ma spesso altrettanto errati) sono:

Tutti hanno bisogno di 8 ore di sonno: il numero di ore di sonno è influenzato dalla genetica. Esistono due sistemi biologici che regolano il sonno: il ritmo circadiano, che consta di 24 ore, che è legato all’alternanza della luce e del buio e da cui tutti ne sono influenzati. La biologia individuale, però, è unica in ciascuno di noi e determina orologi biologici leggermente diversi gli uni dagli altri. Il secondo sistema è il processo omeostatico del sonno che aumenta tanto più quanto stiamo svegli a lungo determinando la necessità crescente di dormire. In alcune persone questa pressione è maggiore, in altre minore. Focalizzarsi troppo sul dormire 8 ore può essere fonte di stress per le persone che hanno bisogno di meno ore. Quello che conta maggiormente è concedersi un adeguato numero di ore di sonno adatte al proprio metabolismo per poi valutare la qualità del riposo
Si può anche dormire meno di 6 ore: anche se il numero di ore di sonno di cui necessitiamo può variare da persona a persona, tutti riportiamo danni alla salute se dormiamo meno di 6 ore a notte. Si calcola che non più del 5% della popolazione riesce a dormire meno di 6 ore mantenendo il proprio benessere e qualità della vita e del lavoro. Sembra che questa peculiarità sia dovuta ad una rara mutazione genetica e che molti di noi sopravvalutano la propria capacità di stare bene anche con una cronica deprivazione di sonno
Il bisogno di sonno diminuisce con il progredire dell’età: in realtà questa convinzione non corrisponde al vero. Il bisogno di sonno cambia durante l’infanzia e l’adolescenza, i giovani necessitano di più ore di sonno rispetto agli adulti. Quando si diventa adulti la quantità di ore di sonno si stabilizza e non cambia significativamente quando si diventa anziani. Quello che può cambiare è la qualità del sonno a causa di disturbi di esso come l’insonnia, la difficoltà ad addormentarsi, a restare addormentati, lo svegliarsi precocemente, un sonno non ristoratore, le apnee. Circa il 50-60% degli anziani ha disturbi del sonno. Questo accade perché con l’avanzare dell’età i ritmi circadiani si indeboliscono e rendono più difficile l’alternanza dei cicli sonno-veglia. Inoltre, anche le condizioni generali di salute e i farmaci assunti per eventuali patologie possono interferire con il sonno
Ci si può allenare a dormire meno: la necessità di sonno è radicata nella biologia e nella genetica individuale. Tali caratteristiche influiscono anche sulla tendenza a svegliarsi presto o più tardi al mattino e a fare altrettanto per l’ora di coricarsi alla sera, nonché sulla preferenza di svolgere alcune attività in determinare ore della giornata o in altre, sui momenti in cui si è più o meno concentrati, energici, attivi. I bisogni e le preferenze del sonno sono anche influenzati da esigenze sociali, culturali, ambientali, climatiche, familiari, professionali, anche se più di tanto non possono stravolgere le inclinazioni personali. La qualità e la quantità del sonno sono basilari per il nostro benessere psicofisico, per la produttività nello studio e nel lavoro Alla lunga una carenza cronica di sonno, anche se tendiamo a non accorgerci e a sottovalutarla, può determinare difficoltà di attenzione, concentrazione, memorizzazione, ansia, stress, depressione, nervosismo, calo della creatività, abbassamento delle difese immunitarie. Diminuire il numero di ore di sonno, quindi, alla lunga compromette la produttività nello studio, nel lavoro, nelle attività di svago anziché aumentarla come erroneamente siamo portati a credere
E’ possibile recuperare le ore di sonno perse nella fine della settimana: spesso ci si avvale della fine della settimana per compensare il debito di ore di sonno accumulato dal lunedì al venerdì. In verità questa strategia non è in grado di annullare gli effetti negativi causati dalla scarsità di sonno: la fine della settimana non è in grado di favorire un recupero pieno dell’attenzione, concentrazione, memorizzazione e piena funzionalità di tutte le attività cognitive. Inoltre, dormire tante ore nella fine della settimana stravolge l’intero ciclo di sonno al punto che è frequente arrivare alla domenica sera e non riuscire ad addormentarsi o risvegliarsi nel cuore della notte. Se capita di avere del sonno arretrato, recuperarlo nel fine settimana può essere utile, a patto che sia un fenomeno occasionale e di non oltre 60 minuti in più rispetto al proprio solito
Il tacchino e il latte caldo conciliano il sonno: il tacchino e il latte caldo non fanno dormire perché il loro contenuto di triptofano, che stimola la produzione di serotonina e melatonina, funzionali alla regolazione del sonno, non è così elevato al punto da creare questo effetto benefico. Ad esempio, per assumere 7 grammi di triptofano, capace di influenzare positivamente il sonno, si dovrebbero mangiare 5 chili di tacchino!

In sintesi, per potere avere una buona qualità e quantità del sonno non esistono facili scorciatoie. Il sonno è necessario per la nostra salute psicofisica e per garantire le migliori prestazioni in tutte le attività che svolgiamo. Rispettare i propri ritmi, cercando di conciliarli con le necessità della vita quotidiana è importante, perché se non lo facciamo prima o poi rischiamo di pagarne le conseguenze.

Materassi in lattice a Roma – Qualità e Prezzi

Il lattice e la legge: quando è corretto l’uso del termine “lattice”

Per tutelare i diritti e gli interessi di produttori, rivenditori e acquirenti finali il Ministero delle Attività Produttive ha diramato a fine 2001 una Circolare per definire il “corretto utilizzo del termine lattice sui materassi e sui mobili imbottiti”: è interessante richiamarne i punti essenziali.
Intanto la definizione:

  • il lattice naturale è solo quello prodotto per “dispersione di polisoprene generato dall’hevea”, e cioè quello contenuto nella corteccia delle piante della famiglia delle Euforbiacee, provenienti dalla foresta amazzonica e dalle Guaiane ma coltivate anche in Malesia e Indonesia.
  • Il lattice sintetico invece è ottenuto per “dispersione di polimeri sintetici, derivati, per esempio, dallo stirenebutadiene”.
  • La schiuma di lattice invece è “ottenuta per coagulazione e vulcanizzazione di un’emulsione di lattice sintetico e/o naturale, mischiata con aria”, mentre l’agglomerato di fiocchi di lattice-polietere “è il prodotto ricostituito partendo da residui di lattice e polietere”. Quest’ultimo punto è molto importante, perché “il prodotto ricostituito non può in alcun
    caso essere indicato semplicemente come lattice”. Attenzione dunque alle mistificazioni.


Per quanto riguarda le denominazioni, interamente o 100% di lattice possono dirsi “i materassi che hanno un’anima unicamente di lattice di almeno 10 centimetri di spessore”, mentre se l’anima include almeno l’85% di lattice di origine naturale “l’indicazione supplementare origine naturale è la sola autorizzata”. Inoltre “La denominazione materasso lattice, la composizione del materasso e la sua eventuale reversibilità devono figurare sul materasso in modo permanente e con caratteri di uguale grandezza.”

Se le caratteristiche descritte non sono rispettate, “la denominazione deve fare riferimento sia al componente presente in maggior quantità nell’anima del materasso, sia utilizzare l’indicazione materasso composito”. Con la possibilità però di aggiungere la denominazione “Superficie di contatto in lattice”.

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