
Chi dorme sul fianco sa benissimo che basta un materasso troppo duro per svegliarsi con una spalla indolenzita, l’anca dolorante o la sensazione di aver passato la notte nella posizione sbagliata. È una delle posizioni più comuni durante il sonno, ma anche una di quelle in cui il peso del corpo si concentra maggiormente su pochi punti, soprattutto spalle e anche.
Ecco perché scegliere il materasso giusto richiede qualche attenzione in più rispetto alla semplice preferenza tra morbido e rigido. Contano i materiali, il peso della persona, la capacità del materasso di accogliere le parti più sporgenti del corpo e, dettaglio spesso sottovalutato, anche il cuscino che si utilizza.
Perché dormire sul fianco cambia la scelta del materasso
Quando dormiamo sul fianco, il peso si distribuisce soprattutto sulla spalla e sul bacino, mentre la zona della vita tende a rimanere più distante dal materasso. Il problema è proprio questo: spalle e fianchi devono poter affondare un po’, senza però trascinarsi dietro il resto del corpo.
Un materasso troppo duro finisce per comprimere soprattutto la spalla. Ma nemmeno sprofondare è una buona idea: quando il bacino scende troppo, la schiena perde il suo naturale allineamento.
In entrambi i casi, dopo diverse ore, possono comparire fastidi e quella sensazione di rigidità che si avverte appena ci si alza dal letto.
Il materasso deve trovare una via di mezzo, e qui entra in gioco la struttura interna, perché uno strato superficiale morbido può offrire una buona accoglienza mentre quelli sottostanti sostengono il peso del corpo. Due materassi che al primo tocco sembrano identici, una volta distesi, possono comportarsi in maniera completamente diversa.
Spalla e anca sono i punti da controllare
La spalla è probabilmente la zona che risente di più di un materasso poco adatto a chi dorme sul fianco. Soprattutto per chi ha spalle larghe, una superficie troppo dura impedisce alla parte superiore del corpo di affondare quanto serve e il peso finisce per concentrarsi su un’area piuttosto piccola.
Il risultato è una pressione fastidiosa che può portare a girarsi spesso durante la notte o a svegliarsi con il braccio intorpidito, anche se naturalmente le cause di un formicolio possono essere diverse.
Lo stesso discorso vale per l’anca. Il bacino deve poter scendere leggermente nel materasso, ma senza sprofondare rispetto al resto del corpo. Se succede, la zona lombare perde il suo sostegno e la posizione diventa meno confortevole.
La corporatura fa parecchia differenza: una persona con spalle larghe e vita stretta ha esigenze diverse rispetto a chi presenta fianchi più pronunciati, anche a parità di peso.
Alcuni materassi hanno zone a portanza differenziata, cioè aree progettate per rispondere in modo diverso alla pressione del corpo. Prima di scegliere un modello del genere, però, conviene verificare dove cadono queste zone rispetto alla propria altezza: un sostegno studiato per la zona lombare serve a poco se, quando ci si sdraia, finisce sotto il bacino.
Meglio un materasso morbido o rigido?
Partiamo da una cosa: il materasso duro non è necessariamente quello migliore per la schiena. Anzi, per chi dorme sul fianco può diventare un problema, soprattutto all’altezza delle spalle. In genere conviene orientarsi su una rigidità media, ma il peso e la corporatura contano parecchio. Quello che per una persona è comodo, per un’altra può risultare troppo rigido.
Alcuni studi sui dolori lombari suggeriscono che i materassi di rigidità intermedia possano essere più confortevoli rispetto a quelli particolarmente duri.
Questo, però, è un orientamento generale: il comfort cambia molto da persona a persona.
Rigidità e sostegno sono due cose diverse. Un buon materasso può avere uno strato superiore accogliente e una base interna molto stabile, proprio per evitare che il corpo affondi troppo.
Come capirlo? Una volta sdraiati sul fianco, la spalla deve entrare nel materasso senza ricevere troppa pressione, mentre il bacino deve restare sostenuto. Se dopo pochi minuti viene voglia di cambiare posizione perché un punto del corpo dà fastidio, è già un segnale da considerare.
Memory foam, molle insacchettate o lattice?
Memory foam, lattice o molle insacchettate? Non è soltanto una questione di gusti: questi materiali si comportano in modo diverso quando ci sdraiamo.
Materassi in memory foam
Il memory foam è una schiuma viscoelastica che si adatta progressivamente alla forma del corpo, sotto l’effetto del peso e della temperatura. In pratica, spalle e anche riescono ad affondare e la pressione viene distribuita su una superficie più ampia.
È una caratteristica apprezzata da chi cerca un’accoglienza pronunciata, anche se bisogna distinguere tra modelli: lo spessore del memory, la sua densità e la struttura sottostante cambiano parecchio la sensazione finale.
C’è anche la questione del calore. Alcuni materassi in memory foam tendono a trattenerlo maggiormente, un aspetto da valutare soprattutto per chi soffre le temperature elevate durante la notte.
Materassi a molle insacchettate
Nei materassi a molle insacchettate ogni molla lavora in maniera indipendente dalle altre e si comprime in base al peso che riceve. Questo permette una risposta elastica e una buona capacità di sostegno, con il vantaggio di favorire la circolazione dell’aria all’interno della struttura.
Per chi dorme sul fianco, però, conta moltissimo quello che c’è sopra le molle. Un modello con un’imbottitura troppo sottile può risultare rigido proprio sulle spalle e sulle anche, mentre uno strato di comfort più generoso rende l’appoggio decisamente diverso.
Materassi in lattice
Il lattice ha una risposta più elastica e immediata rispetto al memory foam: quando ci si sposta, il materiale recupera rapidamente la forma originale. È una caratteristica utile per chi durante la notte cambia spesso posizione e preferisce sentirsi meno avvolto dal materasso.
Esistono modelli in lattice piuttosto sostenuti e altri molto più accoglienti.
E poi ci sono i materassi ibridi, che combinano molle insacchettate e strati di memory o lattice. In questo caso si cerca di unire il sostegno delle molle alla capacità di adattamento delle schiume, ma la qualità della combinazione conta più del semplice elenco dei materiali sulla scheda tecnica.
Quanto conta il peso della persona
Conta parecchio, forse più di quanto si pensi. Un materasso che sembra morbido a una persona di 90 chili può risultare quasi rigido per chi ne pesa 55, semplicemente perché il corpo esercita una pressione diversa sugli strati interni.
Chi ha una corporatura leggera tende ad affondare meno e può aver bisogno di una superficie più accogliente, soprattutto nella zona delle spalle. Con un peso maggiore, invece, diventa importante avere una struttura capace di sostenere il bacino senza cedere eccessivamente.
Ma i chili da soli raccontano soltanto una parte della storia. Altezza, larghezza delle spalle e conformazione del bacino modificano il modo in cui il peso si distribuisce sul letto.
Un’altra situazione frequente riguarda le coppie con corporature molto diverse. Se una persona pesa 55 chili e l’altra 95, trovare un’unica rigidità soddisfacente per entrambi può diventare complicato. In questi casi si devono considerare modelli con portanze differenziate sui due lati oppure strutture che si adattano bene a pesi diversi.
Anche il cuscino fa la sua parte
Si può scegliere un ottimo materasso e continuare a svegliarsi con il collo rigido. A volte il problema è il cuscino, soprattutto per chi dorme sul fianco.
In questa posizione rimane uno spazio tra la testa e la superficie del letto, determinato principalmente dalla larghezza delle spalle e da quanto il corpo affonda nel materasso. Il cuscino deve riempirlo, mantenendo la testa allineata al resto della colonna vertebrale.
Se è troppo basso, il collo tende a piegarsi verso il materasso; se è troppo alto, succede l’opposto. E dopo una notte intera trascorsa così, il fastidio al risveglio si fa sentire.
Cambiando materasso può cambiare anche l’altezza del cuscino di cui abbiamo bisogno. Su un modello morbido la spalla affonda maggiormente e lo spazio da colmare diminuisce, mentre su una superficie più rigida potrebbe servire un guanciale più alto.
In questi casi può essere utile un cuscino regolabile, a cui aggiungere o togliere imbottitura secondo le necessità.
Un altro piccolo accorgimento, utile soprattutto a chi avverte tensione nella zona lombare, consiste nel mettere un cuscino tra le ginocchia. Aiuta a limitare la rotazione della gamba superiore e può rendere più comoda la posizione del bacino.
Perché provare il materasso prima di acquistarlo
Provare un materasso non significa sedersi sul bordo, dare due colpetti con la mano e decidere che va bene. Bisogna sdraiarsi, possibilmente nella posizione in cui si dorme davvero, è meglio dedicare diversi minuti a ogni modello, controllare come si appoggia la spalla, se il bacino viene sostenuto e quanto è facile girarsi da un lato all’altro.
Un materasso che nei primi trenta secondi sembra comodissimo perché molto morbido, dopo qualche minuto potrebbe dare una sensazione eccessiva di affondamento. Al contrario, uno leggermente più sostenuto può rivelarsi confortevole una volta che il corpo si è sistemato.
Anche le etichette commerciali vanno prese per quello che sono. La dicitura “rigidità media” cambia da un produttore all’altro, così come una portanza definita sostenuta può offrire sensazioni piuttosto diverse in base ai materiali utilizzati.
Visitare uno dei negozi e showroom di materassi a Roma permette di confrontare direttamente più modelli, provare memory foam, lattice e molle insacchettate e verificare anche l’abbinamento con il cuscino. Se invece si acquista online, meglio controllare bene il periodo di prova a domicilio, le condizioni di restituzione e gli eventuali costi.
Alla fine la scelta dipende soprattutto da come il corpo reagisce al materasso. Spalle e anche devono trovare un appoggio confortevole, il bacino deve essere sostenuto e la schiena deve mantenere una posizione il più possibile naturale. Perché un materasso si usa per sette o otto ore ogni notte, e una sensazione di fastidio che in negozio sembra trascurabile, alla lunga può diventare tutt’altro che piacevole.
Se invece il dolore a spalle, anche o schiena è frequente, intenso o continua anche dopo aver cambiato materasso, vale la pena parlarne con un professionista sanitario: la superficie su cui dormiamo conta, ma non è sempre la causa del problema.

